LA PATOLOGIA ONCOLOGICA DELLA MAMMELLA E LA MEDICINA DI GENERE – Villa Cagnola (Gazzada Schianno – Va) 19/11/2019

Parlare di Medicina di genere non può prescindere dal considerare il genere in un’ottica di opportunità legate alle differenze tra uomini e donne.
Opportunità che trovano sicuramente le loro radici in fattori socio culturali e che producono riflessi sulla salute degli individui.
L’espressione pari opportunità che inizialmente riguardava la parità politica e sociale tra i due generi si è estesa a tutta la normativa volta alla rimozione di qualsiasi discriminazione.
La medicina ha sempre mantenuto un approccio universalista nei confronti di uomini e donne senza tener conto di variabili come appunto il genere, lo status sociale, l’istruzione, la cultura, l’educazione, ecc.
Alcuni studi hanno inoltre evidenziato che l’approccio medico e lo stile comunicativo differiscono se il medico è un uomo o una donna.
La medicina di genere è quindi un approccio imprescindibile per lo sviluppo e l’organizzazione di un Sistema Sanitario che si vuole più equo, efficace ed efficiente. Ciò al fine di favorire una maggior appropriatezza della terapia e una maggiore tutela della salute non in termini di rimozione della malattia ma di promozione della salute. Essa può essere intesa come una attenzione al genere nel momento in cui si fa assistenza.
A garanzia di una medicina sempre più personalizzata basata sulla centralità del paziente, è necessario promuovere interventi di informazione e formazione per tutti i professionisti coinvolti nel percorso clinico, diagnostico e terapeutico-riabilitativo.

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